Documento a cura della FIDA ( Federazione Italiana Scuole, Insegnanti Danza Abilitati )

Mentre apprezziamo che finalmente  lo Stato Italiano, attraverso il Governo, si sia impegnato seriamente a favorire la ripresa economica anche attraverso la sollecitazione alla  creazione di posti di lavoro, specialmente per i giovani, ci preme qui di seguito esprimere alcune considerazioni:

 

1)       Portiamo nella buona scuola anche le discipline coreutiche togliendole al dilagare dell’abusivismo e dell’autoreferenzialismo con cui viene  mistificato il senso dell’art. 33 della Costituzione. E’ vero che “le arti e le scienze sono libere e libero ne è l’insegnamento”, ma è altrettanto vero che l’Arte può essere insegnata a chi già  ne possiede gli strumenti tecnici.

2)       La buona scuola e quella che per l’insegnamento delle Tecniche prevede una ricca  e documentata  esperienza di pratica di palcoscenico, ma soprattutto specifiche competenze artistico/tecniche/psico-pedagogiche/ metodologiche, didattiche e scientifiche. Pertanto nella fascia dell’età evolutiva e adolescenziale non si può parlare di insegnamento dell’Arte, ma delle Tecniche.

3)       L’insegnamento della danza classica e contemporanea, già prevista nei licei coreutici, non può prescindere dall’iniziare sin dalla scuola primaria perché questa disciplina è intimamente correlata all’attività psicofisica,educativa e formativa, nonché culturale a partire dai primi anni di vita e solo così è possibile successivamente individuare e formare attraverso l’adeguata continuità didattica i futuri danzatori italiani.

4)       La  formazione del personale docente è delegata fin dagli anni ‘40 all’Accademia Nazionale di Danza, che dopo un lungo percorso di formazione rilascia i titoli abilitanti all’insegnamento delle discipline accademiche.

5)       La buona scuola è quella che riconosce la nostra Costituzione e si ricorda che l’art. 33 , che rende libero l’insegnamento dell’arte in genere, non può prescindere da quello precedente, ovvero l’art. 32 che tutela la salute dei cittadini ( e la Corte Costituzionale nella sentenza N. 114 del 1957 lo specifica in modo inconfutabile).

6)       La buona scuola si deve preoccupare che tutti gli studenti, sia della scuola pubblica che privata, abbiano il sacrosanto diritto alla  massima preparazione, serietà e professionalità degli insegnanti, dotati di competenze specifiche certificate da percorsi di formazione ministeriali per l’insegnamento delle discipline coreutiche secondo precise disposizioni di legge[1], così come per qualsiasi altra disciplina nella Scuola.

7)       La buona scuola è il luogo dove apprendere innanzi tutto le regole della legalità e certamente non quelle dell’autoreferenzialismo.

8)       Nella buona scuola ci si deve interrogare perché per ottenere licenze di vendita in attività commerciali si debbano sostenere esami,ma non si proceda analogamente nel campo delle discipline coreutiche, così delicato in  quanto incide profondamente sulla salute psicofisica  e  sulla personalità dello studente.

9)       La buona scuola ha il compito di diffondere cultura e non CONTROCULTURA facendo credere che non occorrano titoli  per esercitare la professione di danzatore, di insegnante di danza o di coreografo.

10)   La buona scuola ha il compito di supportare coloro i quali hanno intrapreso un cammino istituzionale formandosi nell’unica Istituzione preposta a farlo, tenendo così alto il ricordo di ciò che siamo stati  e che dovremmo essere per la Danza e la Cultura nel mondo.

11)   La buona scuola (sia essa pubblica, privata paritaria che non paritaria) ha il compito preciso di eliminare ogni forma di AUTARCHIA, travestita da “autonomia”, dando poche ma precise regole affinché le famiglie siano messe nelle condizioni di massima sicurezza nell’affidare i propri figli alla scuola.

12)   La buona scuola assicura alle famiglie procedure di selezione del personale docente che offra il massimo delle garanzie sul piano della preparazione e delle competenze tecniche.

13)   La buona scuola preveda le nuove classi di concorso per l’insegnamento delle discipline coreutiche nella primaria e secondaria di I e II grado.

a)       Finalmente intervenga lo  Stato  a porre un serio e urgentissimo  rimedio. E non tema di scontrarsi contro “i troppi interessi”: ma che diritto ha chi non ha fatto nulla per conquistarlo o maturarlo?Eppure si vorrebbe introdurre la “meritocrazia”!

b)        Per quali motivi, le Regioni, Organismi ed Enti Privati  sono autorizzati  ad attivare Corsi Professionali nello stesso ambito  del settore ISTRUZIONE-MIUR – AFAM?, Forse che esistono medici, ingegneri, architetti, avvocati laureati dallo Stato e abilitati all’esercizio della professione e parallelamente altri con diplomi professionali rilasciati dalle Regioni o da Enti privati? Così accedono ai fondi pubblici coloro che non ne avrebbero  davvero alcun diritto.

c)       Né si invochi l’art.33 della Costituzione: chi definisce che una persona è Artista? In questo modo  lo diventano  tutti gli autoreferenziali. Anche le ragazzine che hanno praticato un po’ di Danza due ore alla settimana nella scuola sotto casa  ed hanno ballato solo nel saggio di fine anno. E’ giusto, corretto e onesto che sia così?

d)       Vengono posti  sul medesimo piano, Docenti il cui diploma accademico è equiparato alle Lauree di Stato e costituisce abilitazione all’insegnamento-Laurea Magistrale ( con tutto ciò che ne comporta il conseguimento),e  ragazzi che divertendosi e dimenandosi  a casa propria ora sono privilegiati perché hanno dimostrato di “essere più furbi”( conseguendo in pochi week end  pseudo abilitazioni rilasciate da chicchessia): ma è questo che vogliamo insegnare ai nostri figli?

e)       Il nostro  DEGRADO CULTURALE è stato  prodotto da una politica subdolamente e “liberalizzatrice”. La Scuola Italiana è divenuta specchio fedele del degrado e fonte di business personale ( da parte di “profanatori del tempio della Cultura”).

f)        Per non parlare dell’alternanza scuola-lavoro: sostenuta dalle P.A. a favore di finte  ed inesistenti Compagnie ( costituite da allievi di scuole private di danza), che riescono, con i più abili contorsionismi tra le maglie legislative, ad accedere ai fondi del FUS. E i loro prodotti “artistici” sono tali che il pubblico diserta poi  i Teatri.

 

Per una buona scuola il PRIMO PASSO IRRINUNCIABILE E’ CHE, IN OSSEQUIO ALLA LEGISLAZIONE VIGENTE, SI PROCEDA AD ESIGERE L’ABILITAZIONE ALL’INSEGNAMENTO DELLA DANZA ANCHE NELLE SCUOLE, CORSI E QUANT’ALTRO NEL SETTORE  PRIVATO per chi INTENDA TRASMETTERNE LA TECNICA AGLI STUDENTI FINO AI 14 ANNI, SIANO ESSI AMATORI O INTENZIONATI AD UNO STUDIO PROFESSIONALE. QUESTO PERCHE’ NON SI TRATTA DI INSEGNARE L’ARTE (cosa  destinata solo a chi ne ha già acquisito gli strumenti tecnici) MA LE TECNICHE E LA CULTURA.

QUESTO PERCHE’ TUTTI GLI STUDENTI HANNO PARI DIRITTO, SIA NELLA SCUOLA PUBBLICA CHE IN QUELLA PRIVATA, DI FRUIRE DELLA MASSIMA PROFESSIONALITA’, SERIETA’ E SOPRATTUTTO DI COMPETENZA SPECIFICA, CERTIFICATA E GARANTITA DALLO STATO.

E’ certamente gravoso e forse improbo e impopolare  il compito che  spetta al nostro Governo, ma crediamo che, se riuscirà a portare ordine e regolamentare bene il campo della Danza,nella “BUONA SCUOLA” di ogni ordine e grado,  forse avrà sciolto un “bandolo della matassa” di tanti, tanti altri aspetti e campi e non solo nella Scuola, ma nel nostro Paese: si tratta di superare e far superare l’ideologia del “danaro come fine” promuovendolo a strumento per la  crescita. Si tratta di superare l’ideologia (peraltro ormai arcaica) del  machiavellico “il fine giustifica i mezzi”.

La FIDA è assolutamente e totalmente a disposizione  per la più ampia collaborazione. Crediamo che l’apertura verso tutto il mondo della Scuola , attraverso “LA BUONA SCUOLA” sia un segno molto democratico  di una volontà politica che ci sentiamo di condividere e sostenere, affinché  non venga ancora deviata  verso i soggetti  più prepotenti e meno ligi alla legalità. Cioè verso coloro che non posseggono il senso  del rispetto delle leggi,  degli altri, della solidarietà e condivisione, che dimostrano di non avere alcun senso civico e neppure etico, ma che sinora incomprensibilmente sono stati premiati.

 

                                                            Federazione Italiana Scuole Insegnanti Danza Abilitati (FIDA)



[1]Decreto legislativo n. 1236 del 1948; Legge n. 28 del 1951; Legge n.297 del 15 marzo 1958; O.M. 28 marzo 1985, artt 40/52 ; Decreto legislativo 16 aprile 1994 n. 297, artt 225/238; Legge n.508 del 21 dicembre 1999 ( Legge di riforma dell’AFAM); Legge n.268 del 22 dicembre 2002, art. 4; Decreto Legislativo n.53 del 28 marzo 2003 ( Legge di riforma della scuola); Decreto Ministeriale n. 93 del 22 ottobre 2004; Ordinamenti didattici approvati il 6 maggio 2005; Decreto ministeriale n. 249 del 10 settembre 2010 - Regolamento concernente “Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244” art 3 comma 3; Legge 24.12.2012 n° 228 , G.U. 29.12.2012, commi 102/107

 


 
 
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